24 January 2022

Ritratto di admin
Posted by admin on November 30, 2017

CODICE: 

RN1760

SINONIMO: 

Sindrome cerebro-epato-renale

ETA' DI ESORDIO: 

Neonatale

INCIDENZA: 

Sconosciuto

TRASMISSIONE : 

Autosomica recessiva

MEDICO CERTIFICATORE: 

DE BRASI D. - SIANI P.

S.C. : 

Pediatria 1

 

RIASSUNTO

La sindrome di Zellweger (ZS) è la variante più grave dei difetti della biogenesi dei perossisomi, spettro della sindrome di Zellweger (PBD-ZSS), con difetti di migrazione neuronale nel cervello, dismorfismi craniofacciali, ipotonia profonda, convulsioni neonatali e disfunzione epatica.

La prevalenza alla nascita dei PBD-ZSS è 1/50.000 nel Nord America e circa 1/500.000 in Giappone. L'incidenza più elevata di ZS è stato riportata nella regione Saguenay-Lac St. Jean del Quebec (circa 1/12.000 nati). Esordisce nel periodo neonatale, come conseguenza sia di difetti neonatali già presenti in utero sia della malattia progressiva legata alla disfunzione dei perissisomi. I neonati presentano dismorfismi craniofacciali tipici (facies appiattita, fontanella anteriore ampia, suture beanti, fronte alta prominente, occipite piatto, rime palpebrali oblique verso l'alto, epicanto e radice del naso larga), ipotonia profonda e convulsioni. Possono essere presenti macrocefalia o microcefalia, palato ogivale, micrognatia e cute ridondante sul collo. Sono frequenti anomalie scheletriche (condrodisplasia puntata, spesso a livello della rotula e dell'anca) e cisti renali subcorticali. Spesso sono presenti ritardo di crescita, epatomegalia, ittero e coagulopatia. I segni oculari sono cataratta, glaucoma, retinite pigmentosa, nistagmo, opacità corneali e atrofia del nervo ottico. Le alterazioni e la perdita della vista sono progressive. Può essere presente sordità neurosensoriale. Possono essere presenti criptorchidismo e ipospadia (maschi) e clitoromegalia (femmine). La funzione del SNC è gravemente compromessa e i neonati presentano un ritardo psicomotorio profondo. I PBD-ZSS sono dovuti a mutazioni in uno dei 13 geni PEX che codificano per le perossine. Queste mutazioni causano difetti nella biogenesi dei perossisomi. La diagnosi è spesso sospettata clinicamente e confermata da analisi biochimiche. I livelli plasmatici degli acidi grassi a catena molto lunga (VLCFA) indicano metabolismo anomalo degli acidi grassi perossisomiali, con elevate concentrazioni plasmatiche di C26:0 e C26:1 e rapporti elevati di C24/C22 e C26/C22. Sono ridotte le concentrazioni dei plasmalogeni C16 e C18 nella membrana eritrocitaria e aumentati i livelli plasmatici di acido pipecolico. Possono essere analizzati per sequenziamento i 13 geni PEX. La RMN identifica la polimicrogiria perisilviana e altre malformazioni dello sviluppo cerebrale. Le diagnosi differenziali si pongono con la sindrome di Usher I e II, altri disturbi PBD-ZSS, difetti enzimatici singoli della beta-ossidazione degli acidi grassi perossisomiali e disturbi con grave ipotonia, convulsioni neonatali, disfunzione epatica o leucodistrofia. Lo screening prenatale per i livelli di VLCFA e la sintesi dei plasmalogeni si esegue su colture di amniociti e campioni di villi coriali nelle gravidanze sospette o ad alto rischio. Se sono state identificate le mutazioni patogenetiche nei genitori portatori sani, è possibile la diagnosi prenatale mediante l'analisi del DNA o la diagnosi genetica preimpianto. È trasmessa come carattere autosomico recessivo. È indicata la consulenza genetica. Non esiste cura. Per le convulsioni si utilizzano farmaci antiepilettici standard. La coagulopatia epatica va trattata con vitamina K, mentre la colestasi può richiedere l'apporto di tutte le vitamine liposolubili. La sonda gastrostomica garantisce un adeguato apporto calorico. I cibi ricchi in acido fitanico (latte vaccino) vanno limitati. La supplementazione con acidi biliari maturi, acido colico e chenodesossicolico può contribuire a migliorare la malattia epatica nei bambini con grave epatopatia. Inoltre, può essere somministrato l'acido docosaesaenoico (DHA), in quanto i pazienti con ZS non riescono a biosintetizzarlo. Indipendentemente dalle terapie, la prognosi è sfavorevole e la maggior parte dei neonati muore nel primo anno di vita per la compromissione respiratoria secondaria a infezioni o epilessia intrattabile.