25 August 2019

Ritratto di admin
Posted by admin on December 01, 2017

CODICE: 

RN0040

SINONIMO: 

CPD IV - Disturbo cerebelloparenchimale IV - Sindrome di Joubert classica - Sindrome di Joubert pura - Sindrome di Joubert, tipo A Sindrome di Joubert-Boltshauser

ETA' DI ESORDIO: 

Neonatale, Prenatale

INCIDENZA: 

1-9 / 100 000

TRASMISSIONE : 

Autosomica recessiva

MEDICO CERTIFICATORE: 

MALGIERI G.le - NUZZI F.sca - PECORARO C. - DE BRASI D. - SIANI P.

S.C. : 

Nefrologia Pediatrica e Dialisi - Pediatria 1

CONTATTI: 

 

RIASSUNTO

La sindrome di Joubert (SJ) è caratterizzata da una malformazione congenita del tronco cerebrale e un'agenesia o ipoplasia del verme cerebellare che esita in difetti della respirazione, nistagmo, ipotonia, atassia e ritardo nelle tappe dello sviluppo motorio. La prevalenza è stimata in circa 1/100.000. Nel periodo neonatale, la malattia spesso si presenta con respiro irregolare (tachipnea episodica e/o apnea) e nistagmo. Durante l'infanzia, può essere presente ipotonia. L'atassia cerebellare (andatura barcollante e incerta) può svilupparsi in seguito. È comune il ritardo motorio. Le capacità cognitive sono variabili, dal deficit cognitivo grave all'intelligenza normale. L'esame neuro-oftalmologico può rivelare aprassia oculomotoria. Le convulsioni possono insorgere in alcuni casi. L'esame clinico può rivelare facies caratteristica con testa grande, fronte prominente, sopracciglia alte e arrotondate, epicanto, ptosi (occasionalmente), narici prominenti rivolte verso l'alto, bocca aperta (che tende ad avere dapprima una forma ovale, successivamente una forma romboidale e in seguito una forma triangolare con angoli rivolti verso il basso), protrusione della lingua che presenta movimenti ritmici, e, occasionalmente, orecchie ripiegate, a bassa attaccatura. Altri segni occasionali sono la distrofia retinica, la nefronoftisi e la polidattilia. La sindrome è geneticamente eterogenea. Finora sono stati associati alla malattia dieci geni, AHI1 (6q23), NPHP1 (2q13), CEP290 (12q21), TMEM67 (8q22), RPGRIP1L (16q12), ARL13B (3p12.3-q12.3) e CC2D2A (4p15), WPP5E (9q34), TMEM216 (11q13), CXORF5 (Xp22.3).. La trasmissione è autosomica recessiva. La diagnosi si basa sui segni clinici principali (ipotonia, atassia, ritardo dello sviluppo e aprassia oculomotoria), che devono essere associati a un segno neuro-radiologico caratteristico rivelato dalla risonanza magnetica cerebrale, noto come 'segno del dente molare' (MTS). Il MTS è la conseguenza dell'ipoplasia del verme cerebellare e delle malformazioni del mesencefalo-rombencefalo. Le diagnosi differenziali si pongono con le sindromi correlate alla sindrome di Joubert (JSRD), le malformazioni del verme cerebellare senza il MTS (che comprendono la malformazione di Dandy-Walker), l'ipoplasia cerebellare legata all'X, l'atassia senza aprassia oculomotoria tipo 1 e 2 (AOA1, AOA2), i disturbi congeniti della glicosilazione (DCG), la sindrome 3C, le ipoplasie/atrofie pontocerebellari, le sindromi orofaciodigitali 2 e 3, e la sindrome di Meckel-Gruber (si vedano questi termini). La diagnosi prenatale è possibile con gli esami molecolari, l`ultrasonografia e la risonanza magnetica fetale. Sono disponibili test genetici per le famiglie nelle quali sono state identificate in precedenza entrambe le mutazioni patogenetiche in un membro affetto. La consulenza genetica è importante per la prevenzione di nuovi casi, soprattutto nelle coppie con un primo figlio affetto. Il rischio di avere un figlio affetto nelle gravidanze successive è del 25%. La presa in carico è sintomatica e deve essere multidisciplinare. I programmi educativi, la fisioterapia e la terapia occupazionale e del linguaggio possono migliorare l'ipotonia e ridurre il ritardo nel raggiungimento delle principali tappe dello sviluppo motorio. La prognosi è favorevole nelle forme moderate della malattia. La presa in carico dei pazienti affetti da forme più gravi deve essere effettuata presso un centro di riferimento specializzato.

SCHEDA ORPHANET