19 July 2019

Ritratto di admin
Posted by admin on December 01, 2017

CODICE: 

RN0090

SINONIMO: 

Sindrome di Axenfeld - Sindrome di Rieger

ETA' DI ESORDIO: 

Infanzia, Neonatale

INCIDENZA: 

1-9 / 1 000 000

TRASMISSIONE : 

Autosomica dominante

MEDICO CERTIFICATORE: 

DE BRASI D - SIANI P.

S.C. : 

Pediatria 1

 

RIASSUNTO

Sindrome di Axenfeld-Rieger (ARS) è un termine generico che definisce condizioni genetiche sovrapposte, in cui il segno fisico principale è la disgenesia del segmento anteriore dell'occhio. I pazienti possono presentare varie anomalie congenite multiple.

La prevalenza è di 1/200.000. I segni clinici sono molto variabili e si dividono in segni oculari e non oculari. Le anomalie oculari interessano prevalentemente l'iride con ipoplasia, corectopia, o la formazione di fissurazioni nell'iride, simili a quelle nella policoria; oppure la cornea con prominenza della linea di Schwalbe che è anteriorizzata (embriotoxon posteriore); oppure l'angolo della camera dell'occhio con filamenti di tessuto irideo, che collegano l'angolo irido-corneale alla rete trabecolare. La disgenesia oculare può causare un aumento della pressione oculare (IOP) ed evolvere in glaucoma. Il glaucoma può insorgere in epoca neonatale, anche se di solito compare durante l'adolescenza o l'inizio della vita adulta, di rado dopo i 50 anni. I segni non oculari più tipici sono i dismorfismi craniofacciali sfumati, le anomalie dei denti e la ridondanza della cute periombelicale. Le anomalie della porzione media del viso sono l'ipertelorismo, il telecanto, l'ipoplasia mascellare con appiattimento mediofacciale, la fronte prominente e la radice nasale piatta e larga. Le anomalie dei denti possono comprendere la microdontia o l'ipodontia. Possono essere presenti anche ipospadia nei maschi, stenosi anale, anomalie ipofisarie e ritardo della crescita. I pazienti presentano mutazioni in 2 geni che codificano per fattori di trascrizione, PITX2 (4q25) e FOXC1 (6p25). Sono state identificate numerose mutazioni, anche se non è chiaro il rapporto genotipo-fenotipo. Le mutazioni del gene PITX2sono soprattutto presenti nei pazienti affetti da ARS con disturbi non oculari. Il difetto genetico non è noto nel 60% dei casi, e sono stati associati alla ARS almeno 2 altri loci. La diagnosi si pone con l'esame oftalmologico e clinico, è supportata dai segni sistemici correlati e confermata dai test genetici. Le diagnosi differenziali si pongono con l'ipoplasia dell'iride (IH), il glaucoma congenito primitivo (PCG) e l'anomalia di Peters . La ARS si differenzia dalle altre patologie del segmento anteriore per l'assenza di altre anomalie corneali, come la megalocornea, la sclerocornea e l'opacità corneale. Quando è identificata la mutazione patogenetica in una famiglia, è possibile la diagnosi prenatale nelle gravidanze a rischio. I disturbi dello spettro della ARS sono trasmessi come carattere autosomico dominante ad elevata penetranza. Ai pazienti e alle loro famiglie può essere offerta la consulenza genetica. Si deve eseguire annualmente un esame con lampada a fessura, associato a gonioscopia, misurazione della IOP e fundoscopia, per valutare il coinvolgimento delle fibre nervose retiniche e del nervo ottico, per il rischio di un eventuale glaucoma. È necessaria la perimetria automatica (misurazione automatica del campo visivo) nel caso di sospetto di glaucoma. In caso di glaucoma, si raccomanda la terapia farmacologica prima della chirurgia, per ridurre la IOP. La chirurgia è necessaria quando le gocce oculari non sono sufficienti a diminuire la IOP. I medicinali che riducono l'output acquoso (beta-bloccanti, alfa-antagonisti e inibitori dell'anidrasi carbonica) sono più efficaci rispetto a quelli che agiscono sul deflusso. Gli alfa-antagonisti possono essere utili, se somministrati con cautela, nei bambini piccoli, in presenza di una possibile depressione del SNC. Quando è necessaria la chirurgia, la procedura di elezione è la trabeculectomia con antimetaboliti. Se è presente fotofobia nei pazienti affetti da coreptomia e policoria, possono essere usate le lenti a contatto, per coprire le fessure nell'iride. La prognosi è buona, in particolare in assenza di glaucoma.

SCHEDA ORPHANET